La sezione aurea nell'arte contemporanea

Abbiamo capito quindi che il numero di Fidia ha da sempre suscitato fascino negli uomini.

Tale fascino oltretutto non è mai scemato nel corso del tempo, infatti numerosi teorici del rapporto aureo hanno continuato ad operare fino ai giorni nostri.



Per esempio, il genio dell’arte neoplasticista Piet Mondrian ha sempre basato la sua ricerca sulla raffigurazione di quadrati accostati a rettangoli aurei.

Un esempio è la sua tela "Dipinto 1". In essa si può osservare che la diagonale del formato è in rapporto aureo con il lato del quadrato raffigurato.

In tempi più recenti le proporzioni della sezione aurea sono state studiate dal famoso architetto e designer svizzero Le Corbusier.

Proprio lui mise a punto nel 1946 il Modulor (letteralmente il “modulo d’oro”), ossia una scala di misure riguardanti il corpo umano applicabili in architettura e meccanica e che derivano proprio dal 𝜱.


In pratica Le Corbusier si prefisse di creare uno standard di proporzioni con il quale organizzare tutti gli spazi dedicati alla vita dell’uomo, in modo che fossero al tempo stesso armonici e funzionali.



Villa Stein

Una delle sue opere più conosciute è sicuramente Villa Stein, che fu per l’appunto progettata sulla base del rapporto aureo.



Villa Savoye

Un altro edificio molto conosciuto realizzato dall’artista è Villa Savoye, anch’essa basata sulla sezione aurea.



Anche il celebre pittore spagnolo Salvador Dalì utilizzò il numero d’oro per le sue creazioni.

Il pittore fece uso della proporzione divina nel suo quadro "L'ultima cena".

Infatti non solo il formato del dipinto si avvicina a un rettangolo aureo, ma attorno al tavolo raffigurato nel dipinto aleggia la figura di un dodecaedro, ossia un solido a dodici facce costituite da pentagoni regolari.



Un altro esempio significativo: la “Leda atomica”, si può vedere dal disegno preparatorio, è inscritta in un pentagono regolare.